Protesi di ginocchio

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Artroprotesi del ginocchio

La protesizzazione di un'articolazione rappresenta uno dei principali successi in campo ortopedico di questo secolo. Nell'ultimo decennio, i miglioramenti ottenuti nelle metodiche chirurgiche e nei materiali tecnologicamente avanzati hanno permesso di perfezionare i risultati, sia a breve che a lunga distanza della protesizzazione del ginocchio. In Europa si eseguono ogni anno circa 230.000 protesi totali di ginocchio e negli Stati Uniti circa 300.000, tanto che la sostituzione protesica del ginocchio può annoversarsi tra gli interventi di routine.

Al termine delle varie fasi pre e post - operatorie, che cercheremo di spiegare con cura, il soggetto sarà in grado di svolgere le normali attività quotidiane con maggiore facilità, ma soprattutto in maniera indipendente e senza dolore

Il Ginocchio

L'articolazione del ginocchio è costituita in realtà da due articolazioni: tra femore e tibie e tra femore e rotula. Il ginocchio è un'articolazione particolarmente complessa che consente, oltre alla flessione e all'estensione, movimenti combinati quali la rotazione e lo scivolamento osseo.

L'estremità inferiore del femore e l'estremità inferiore della tibia sono rivestite dalla cartilagine articolare, tessuto molto delicato, che serve ad ammortizzare il peso del corpo ed a ridurre l'attrito tra le ossa. Inoltre, l'articolazione è avvolta da una capsula articolare con funzioni di contenimento, a sua volta rivestita da una membrana sinoviale con funzioni di lubrificazione e nutrizione delle strutture articolari.

Quando è necessario sottoporsi ad un intervento di protesi totale di ginocchio?

Nel corso degli anni, il tessuto cartilagineo subisce fisiologiche modificazioni della sua struttura divenendo più fragile. Alla presenza di fattori predisponenti, quali eccesso di peso ponderale, alterazioni dell'asse meccanico (ginocchio varo o valgo), postumi di frattura etc, la cartilagine si frammenta, mettendo a nudo le superfici ossee dell'articolazione. La progressiva distruzione dello strato cartilagineo, che comporta un contatto diretto tra osso e osso, con conseguente necrosi ossea parziale e deformazione dell'articolazione, è responsabile del dolore per i fenomeni infiammatori che si instaurano ed avvengono a questo punto molteplici modificazioni dei tessuti ossei, legamentosi, meniscali e della membrana sinoviale che si compendiano nel quadro clinico dell'artrosi. 

La conseguenza clinica della riduzione dello strato cartilagineo e dell'infiammazione cronica è la comparsa della tumefazione e di un dolore, inizialmente ad insorgenza notturna, che con l'aggravarsi della malattia diviene continuo e che si acuisce con la deambulazione. Nelle forme più gravi della malattia, la deambulazione senza dolore è possibile solo per brevi tratti. Altra conseguenza dell'artrosi è la progressiva ed invalidante riduzione del movimento articolare. Le scelte terapeutiche riguardanti questa condizione si basano quasi completamente sul grado di dolore percepito. Se il dolore fosse di modestà entità da non condizionare eccessivamente il proprio stile di vita, la malattia artrosica è gestibile con periodici trattamenti medici e/o fisioterapici. 

Inoltre, con altri piccoli accorgimenti, quali un bastone da passeggio, un supporto per il ginocchio ed una progressiva riduzione del peso corporeo, si riesce ad ottenere un buon controllo sul sintomo primario, ossia il dolore. Esauriti i tentativi di trattamento non chirurgico, quando il dolore diviene intenso e condiziona in maniera considerevole il proprio stile di vita, può diventare necessaria una PTG. L'intervento di protesi articolare totale del ginocchio consiste nel ricostruire la superficie delle ossa mediante una protesi, la quale, come il ginocchio normale, avrà superfici lisce ed in grado di sostenere carichi. Per ogni tipo di impianto è prevista un'ampia gamma di modelli realizzati in taglie diverse. La scelta del tipo di protesi è dettata dalla conformazione dell'osso, dal peso e dall'attività fisica del paziente. I materiali impiegati per le protesi sono di elevato livello tecnologico e garantiscono una compatibilità pressoché assoluta ed una tollerabilità a lungo termine (biocompatibilità).

I materiali oggi più usati consistono in leghe di metalli (la componente femorale), progettati specificatamente per uso medicale, e polimeri (la componente tibiale) ad elevata biocompatibilità. Qualora il soggetto fosse allergico ad alcuni metalli, specie il Nichel, deve avvisare il chirurgo che potrà scegliere protesi di materiale non allergizzante. Così come per il ginocchio "normale". anche le protesi sono sottoposte ad usura dipendente dai carichi dettati da peso corporeo e dal tipo di attività svolta; pertanto, non è possibile fornire una garanzia funzionale illimitata, sebbene lo sviluppo dei nuovi materiali consenta durate che sino a dieci anni fa apparivano del tutto impossibili.



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